mercoledì 16 gennaio 2008

Foto di Nicola Pergola

La mietitura:…
L’arnese era la falce che per tagliare il grano bisognava curvarsi di più della zappa lavorando dai dieci-dodici ore al giorno sotto quel sole cocente; lascio immaginare come duole a chi legge, figuriamoci ai lavoratori i quali desideravano che una piccola nuvoletta con un bel venticello coprendo un solo minuto il sole, per godere un po’ di fresco. Per andare a lavorare si doveva andare a piedi e per non consumare scarpe si camminava scalzi; com’era miserabile la vita!
Bifolchi e cafoni…
Per arrivare alla masseria…questi feudi a masseria quando terminava il feudo c’erano tre quattro chilometri da fare e quando si arrivava alla masseria era oscuro proprio che non si vedeva niente. E poi lì si trovava un calderone con un po’ d’erba cotta. E quest’erba cotta se la mangiavano i bifolchi e gli altri, i cafoni. I bifolchi erano quelli che lavoravano con i buoi, i cafoni erano quelli che aravano la terra con i cavalli, ecco la differenza tra bifolchi e cafoni.
Giuseppe Angione bracciante (1895-1981).
Da un manoscritto, Cerignola (Fg) 1977